SJCProject: Genderless Heart!


Ebbene sì, nonostante io abbia finalmente cominciato a lavorare full time, SorellaJc non ha per nulla voglia di andarsene, e pianifica di raddoppiare, triplicare e cappottare: un nuovo sito per il blog, con un mio primo book fotografico full-vintage, e nuovi contenuti, il tutto ottimizzato al meglio per dare vita ad uno spazio unico ed indispensabile per tutte le Cappellane del mondo, dove ogni nuova consorella possa presentarsi ed essere visibile online (no, non come un  online date, ma piuttosto come una drag-vetrina) e sentirsi finalmente, parte di un gruppo di consorelle che si amano e si supportano a vicenda.
Ma non è certo finita qua!

Il SJCProject,  detto anche ProjectDegrado, vuole dare voce ai Genderless Hearts, ovvero ai nostri cuori gender-bender.

Personalmente, l’idea dei generi come compartimenti stagni, del blu per i maschietti e del rosa per le femminucce, dell’uomo che non deve piangere, della donna “che piasa, che tasa e che a staga casa”, so che è un concetto antiquato e passato, l’ho studiato e l’ho vissuto nelle 50  sfumature di fuxia che ho  incontrato nella mia vita.Tuttavia sento sempre di più la necessità di ribadire la bellezza, la gioia e l’orgoglio che si può e deve avere come rappresentanti della più fantastica mescolanza dei generi, del fluido intercorrere tra quel rosa e quel blu, tra quel maschile e quel femminile che oggi più di ieri diventano gabbie di pensiero anche per noi stessi gay.

Si è infatti passati dal “gay che è tanto sensibile”, al “gay macchietta non ci rappresenta”.


Ma sticazzi! Io sono una Drag Queen e rappresento appieno la comunità LGBT (anche con i pelazzi sulle gambe) e lo ribadisco con orgoglio!

 

 

E con me, a ribadire che essere tra, oltre, sopra, dietro, sotto, o semplicemente km distanti dalla rigida ripartizione dei sessi, degli  orientamenti sessuali e dell’immagine (perchè di un immagine iperfemminile da drag ma allo stesso tempo col pelo lungo nascosto dalle calze sotto la gonna vintage, di un immagine artisticamente androgina, di un immagine fieramente trash e gender bender, è di questo orgoglio di poterci e volerci rappresentare in questo mondo dove l’immagine vale più di ogni parola), voglio altre voci che si uniscano in un solo cappellano coro, che declami  l’indipendenza, la fluidità e fin’anche l’annullamento del genere e delle sue barriere, che debutti  col botto nel nuovo sito.

Ci vorrà un mesetto o due, ma qui, oggi,  parte il  Project Degrado:


Genderless Hearts 4 SJCProject

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