Sister – SorellaJc.

Una promessa è una promessa.
Il mio impegno nell’aggiornarvi di più è quasi tatuato sulla mia vecchia pelle.

E’ un periodo non nero, ma beige.

La fatica si fa sentire, la nuova casa, il trasloco, un dente del giudizio che devo togliere tra due giorni, il nuovo lavoro che non mi si stacca dai maroni, i soldi che con la partita iva arrivano quando vogliono loro, e ovviamente il colon irritabile che in combo con l’antibiotico dà più o meno questo esito:

Sto tirando avanti con armi tra i denti e parrucche usate come elmetti.

Non piango lacrime inutili, non mi lamento che tanto tra una cosa e l’altra la vita è dura per tutti, solo forse sono rimasta ancora un po’ bambina dentro, una bambina che ha finto per tanto tempo di essere cresciuta, come se Wendy si fosse messa a lavorare, a possedere case, a tirare avanti come un’adulta in bei tailleur, ma rimane una bambina desiderosa d’affetto.

Quella bambina è cresciuta in fretta, e si è trovata a correre incontro ad un mondo che ha scoperto essere terribile.

Il mondo Gay, il paese dei Balocchi, è in realtà l’Inferno, perchè (come attribuito al grande Sartre) “l’Inferno sono gli altri”, e la (non)comunità LGBT è il peggiore degli inferni possibili.

Ometto le ovvietà (nessuno filerà mai il tuo dolore, però almeno gli etero due parole sulla tua vita le scambiano volentieri), l’ipocrisia, la falsità, l’egocentrismo e via cantando, ma la cattiveria con cui giorno dopo giorno ci spariamo addosso è una cosa allucinante.

Sorella, come va? Bene, ovviamente.

Tutti a creare un personaggio (molti copiando i soliti cliché) per sembrare qualcuno sui social. Tutti a gestire immagini inesistenti per un pubblico inesistente (io almeno, come drag, ne ho uno). Tutti a sentirsi obbligati ad essere belli, ad essere perfetti, ad essere prestanti, a scopare a rotta di collo….per un pubblico a cui non glie ne può fregare di meno!

Sorpresa, Sorella, quel pubblico siamo noi stessi (non)comunità LGBT.

Abbandonate le pretese, gettate le maschere (o almeno gettatele con chi vi ama per come siete, e ama anche quelle maschere che il fuoco della vita ha fuso con il vostro vero volto) e vivete con maggiore onestà, magari tentando di dedicare del tempo alle persone che vi hanno dimostrato qualcosa. Ma temo non succederà.

Come va Sorella? Di merda, grazie.

Emotivamente è un pelo caotica. Mi sento un po’ come Voldemort: con horcrux di me stessa strappati a forza dalla mia anima e ora sparsi in giro per il mondo.

E’ ogni volta più difficile.

Ogni nuova casa, ogni nuovo amore, ogni nuova realizzazione di essere sola in un’eterna maratonda di gente impazzita fa più male di prima.

Lo scorso weekend mi sono trovata a guardare il cosiddetto “quadro generale” della mia vita, tra una pausa trasloco ed un travaso di bile (per non dire di colon) e non so ancora dove la vita mi porterà.

Certo mi sto impegnando: sono a 4 lavori nei picchi e a 2 di norma; sto tentando di aprirmi nuove strade, di conoscere nuove strade, di pormi fuori dalla mia “comfort zone”, di insegnare, di imparare, ma sopratutto di dare e di ricevere quel po’ di considerazione che tutti cercano così disperatamente.

Emotivamente è strana. Non so dove vado, non so perchè prendo strade a dir poco bizzarre, non so se sono quelle giuste anche se le vedo sbagliate. Nel mondo di Sorella le meraviglie in fondo sono le cose più terribili, quindi perchè le persone che fanno paura non possono essere in realtà le migliori?

Ho avuto le mie crisi di pianto, ho avuto i miei crolli, ho avuto la salute a pezzi, ma per fortuna nel mondo di Sorella Sorella è anche la Creatrice, la Dea, la bellissima donna che ogni sabato si veste a festa, che al suo pubblico piaccia o meno.

Sorella ha salvato Andrea, ma ad entrambi serve verità.

Mi trovate nel Barrio, ah no, mi trovate allo Skylight, e al telefono.

E anche in altre serate. Thanks LatoB to this “Dreaming me”.

Vostra… Sorella.

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