L’albero genalogico dei casi umani.

Come saprete, o non so se saprete, recentemente ho vissuto una settimana intensiva, un corso-convento full immersion, una reclusione di 7 giorni in compagnia di imprenditori, giornalisti, scrittori ed operatori del benessere in cui, tra le ridenti mura di un soleggiato agriturismo sul Garda ho guadagnato il mio diploma come Life Coach.

Visione del Lago da Manerba del Garda – passeggiata di mezzogiorno

Se c’è una cosa che ho appreso al corso è quella di riuscire a cambiare il focus della mia attenzione; ed è quello che vorrei fare ora, adesso, con voi!

Per anni ho insistito nell’osservare, a volte rabbrividita, i comportamenti senza senso di quelli che ho ribattezzato più volte come “casi umani”, tuttavia, a livello rimorchio, stavo osservando i casi umani sbagliati.

Infatti, se è vero che ci sono gli esperti del “me la tiro” professionale, esiste tutta un’altra parte del regno degli ignavi: i morti di figa.

Un oceano in continua espansione, dove sorprendenti pesci nuotano boccheggiando, ogni singolo giorno.

Pregni di vite ordinarie, sessualmente inappagati, ma spesso inaspettatamente piacenti, risultano essere un target molto più interessante dell’etero curioso di turno.

Analogamente i morti di cazzo (in senso buono) sono un girone dell’inferno molto più popolato di quanto i loro instagram vogliano far credere.

Inaspettati virgulti si celano dietro silenzi assensi.

Caro,”quand’è l’ultima volta che hai scopato?”: se va bene ti dice tre mesi fa.

Quindi, consorelle, abbiate pace, non incaponitevi su chi cambia partner ogni mercoledì, ma abbiate la lungimiranza di mirare su uno stormo ben più ampio, che non difetta affatto di bei ragazzi…magari sono solo timidi, magari vivono in campagna, magari soffrono per l’ex fuggito a Parigi (cit. Levante – ascoltate Magmamemoria, è un inno alla liberazione dell’amore di suoi stessi vincoli), magari hanno un grosso neo sopra la minchia di cui si vergognano particolarmente!

Trovate il loro punto debole ed il caso umano 2.0 sarà vostro.

Perchè questi, a differenza dei casi umani classici, in realtà non hanno problemi che vadano oltre quelli di un ragazzo di quinta superiore (spesso hanno anche quell’età, maledetto Skylight), non hanno dipendenze, non hanno raptus violenti o personalità borderline.

Affidatevi al ragazzo della porta accanto (o dell’Esselunga di turno) perchè sopra il palco hanno già la coda, e spesso, anche gli zoccoli.

Devotamente,

SorellaJc

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