La Posta del Culo: drag edition!

Voglio aprire questo post con un sentito ringraziamento per tutte le segnalazioni anonime sulla posizione presunta di Zobeide, ma a parte saperla a 90° non sono ancora riuscita a rintracciarla.

 Tuttavia state certi  che non mancherò di aggiornarvi sulla scomparsa della Seconda Madre.

Nel frattempo voglio rispolverare una rubrica che mi sta particolarmente a cuore: la posta del culo, e voglio farlo con una a natiche aperte da parte di una novizia alle prime drag-arti, che si sfoga con l’anima in mano, da suora a suora, da drag a drag.

Ella non ha nome, ma mi ha permesso di battezzarla, e io così farò,
ecco a voi (le parole di) Fatima Forrester:

“Io, la sconosciuta, io la piangente.

Mi  sono buttata nei lustrini come un cane morto, e ne sono uscita come una sirena zoppa ma bellissima. Nessuna preparazione ma tanto amore. Mie le sopracciglia, miei i lunghi capelli biondi, e mia la voglia di dare alla mia vita il glitter che non ha mai avuto al di fuori della taverna di zia Fatima, religiosa di cuore ma aperta di gambe, come Lei sorella.
E per questo io la amo, e le scrivo.

L’amore è una lacrima nera su un foglio fuxia. Amare una drag queen sembra meno moderno del previsto. Gli uomini odiano le drag, ma io amo gli uomini.

Se prima non mi vedevano, ora fingono grandi sorrisi e il massimo che mi propongono  e di svuotare i loro  inutili membri negli  angusti bagni della discoteca di turno.
E scusate amici manzi, ma io non mi “turno”, TURNatevi voi.

Essere drag e volerlo dare è come andare al mare e ritrovarsi a Cortina: tende a confondere.

Ma la confusione non è la corda che fa vibrare le nostre anime imparruccate? Non è il fondotinta che si appollaia quatto quatto sopra i colletti delle nostre camice? Non è il mascara che colora le nostre lacrime d’amore?
Sorella, sarò pure una drag sciatta e maldestra, ma sono io, non  una copia sbiadita di una drag-star americana, non un make-up artist prestato allo spettacolo, io sono una creatura da palcoscenico, un’animale puro e santo,  e come tale voglio trovare un altro animale beato, un nerboruto maschio che mi  accetti  come tale, perchè è così che io mi vedo nel  mio specchio quando prima di  andare a letto mi do’ cento colpi di spazzola alle ascelle, perchè, in fondo, donna barbuta sempre piaciuta.

E io sono  una donna.

Una donna con la D maiuscola ed il pacco nascosto da mutandoni floreali!

Oh Fatima! Quale gaudio nel leggere le tue parole. 
Gaudio misto alla tristezza di un mal, ahimè comune.
Essere drag è una scelta, una scelta dietro alla quale non possiamo nasconderci.
Come scelta, a differenza di una condizione di natura, può essere criticata senza che nessuno possa criticare la critica, ma noi amazzoni genderless, noi donne d’altri tampax, noi virgulti di verginità anale, dobbiamo  pretendere rispetto, ed il guaio è quando questo non viene proprio dalla nostra stessa sponda!

Sorrisi falsi misti a sprezzanti rifiuti amorosi fanno dell’essere drag una vera propria prova di personalità: o hai le palle o ti strucchi!
E mia cara, sia io che te, ne abbiamo almeno 3 a testa!
Poi non voglio dilungarmi  sull’annosità, o analità, del matching delle posizioni sessuali rainbow (attivo e attivo no, passivo e passivo no, più attivo e passivo no [sono entrambi passivi], versatile e passivo no [perchè il versatile è più bottom], etc), però due paroline chiare le vorrei dire a tutti, me compresa:
imparate ad essere veramente versatili!!! 
Hashtag #buonipropositi2016

Quindi fatti forte, anzi, facciamoci forti assieme, come Convento!
In fondo a cosa servirebbero le Cappellane Scalze se non a questo?

Per il resto, per la “valley of the lost boyfriends”, ti chiedo, come chiedo a me stessa (scusami ma da filosofa ogni domanda la pongo anche a me stessa, e a Zobeide, e al vicino di casa bonazzo di Moira Mars): quanto veramente vuoi un uomo?
Perchè ho scoperto che una cosa la ottengo solo se la voglio veramente, ma proprio con tutta l’anima, allora, quando, come si dice, “l’acqua tocca il culo”, io mi impegno così tanto da centrare il mio obiettivo, anzi, a centrarlo talmente tanto da spaccarlo!

Insomma, questo è il mio consiglio:
non basta immaginare di volere una cosa, devi volerla in modo talmente forte che ogni ostacolo si scioglierà come neve di fronte al tuo solare cospetto!

Pace e pene,
SorellaJc

Ps: sappiate che sono sempre al vostro fianco, in anima e parrucca! 

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